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Materiali sulla Mafia in Umbria

La mafia e' un virus mutante.

"Nel nostro viaggio, sul posto, fra le cronache giornalistiche  e le carte giudiziarie, incrociamo infatti frammenti di Umbria in mano alle mafie che, osservano, investono e occupano il mercato economico – finanziario.  Questo viaggio nell’altra Umbria è un numero zero poiché ci sono numerose operazioni in corso mentre scriviamo capaci di cambiare il volto di molti racconti che in questo percorso ci accingiamo a condividere con voi. E’ un numero zero, soprattutto  perché l’Umbria si trova  in una sorta di anno zero delle infiltrazioni ed è a sorpresa  il più inquietante, perché  si scoprono il “sommerso e l’invisibile”. Ma è anche l’anno nel quale si può tenere alta l’attenzione, prevenire, anche  a partire dall’informazione.  E noi cominciamo da qui."( Umbria, 21.10.2008 | di Norma Ferrara "DOSSIER UMBRIA NUMERO ZERO"
link: http://www.liberainformazione.org/doc/dossier.pdf )

"La mafia è un virus. Un virus mutante. Superare i luoghi comuni è come un vaccino e rappresenta un primo passo per sconfiggerla. Nel corso del tempo il sistema delle economie mafiose è cambiato; esso è complesso, quanto “virtuosamente” sinergico. Il mafioso non agisce personalmente e per il suo diretto profitto, ma operando attraverso dei prestanome, e richiamando l’intervento di specialisti dei vari settori economico –
amministrativi crea una vera e propria impresa a partecipazione mafiosa.
Nasce così, un'azienda apparentemente legale, i cui capitali mafiosi attraverso i prestanome, tramite l'acquisto di azioni e quote societarie, penetrano nell'impresa.
In questo modo la mafia si presenta sul mercato con un aspetto legale, avvalendosi del “know-how” che l'impresa mafiosa, rispetto alla normale azienda, non possiede.

Al momento si può considerare verosimile un fatturato delle organizzazioni criminali pari a c.a. 2 miliardi di euro e pertanto, se non si interviene in tempo, l'economia di una bellissima regione come l'Umbria rischia di essere divorata dalla mafia. Non siamo ancora a questo punto ma vista la crisi economica attuale bisogna intervenire.
( fondazione Antonino Caponnetto in "L'umbria non e' terra di mafia ma
la mafia c'e' e fa ottimi affari."
link: http://www.antoninocaponnetto.org/attachments/057_Analisi%20Umbria.pdf )

"Solo qualche anno fa l’onorevole Giuseppe Lumia,componente commissione
antimafia nazionale, sulle pagine di un quotidiano locale, aveva dichiarato: «la criminalità organizzata è penetrata in Umbria durante la ricostruzione per il terremoto e non è detto che ciò non si ripeta».« In passato possono esserci stati ingressi “sospetti” dichiara il procuratore di Perugia, Giacomo Fumu durante il periodo della
ricostruzione, anche se c’è stato, parimenti, un monitoraggio attento e frequente. Ma il contesto è di difficile lettura. Le aziende non pulite spesso non seguono i normali iter
normativi, questo li rende ancora meno rintracciabili su un territorio».
Dietro quell’arrivo di imprese edili e di fornitura materiali che con disinvoltura parteciparono a gare d’appalto a distanza di dieci anni si possono leggere anche altre vicende. A svelare parte di un sistema manomesso e violato da aziende in odor di mafia o direttamente facenti capo a famiglie mafiose, sono anche i pentiti di Cosa nostra.

( da Il «covo freddo» Mafie e antimafia in Umbria in "giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime di mafia 21 marzo 2011 http://umbria.legambiente.it/sites/default/files/docs/relazione_infiltrazioni_mafia_a_cura_delle_associazioni.pdf )

Operazione "Apogeo":16 ordinanze d'arresto e decine di milioni di euro sequestrati
I soldi della camorra riciclati in Umbria. A Perugia smantellata organizzazione che riciclava capitali per conto del clan dei Casalesi

" (...) L'operazione antiriciclaggio di stamani ha coinvolto anche  le province di Caserta,  Ancona, Firenze, Padova e Pesaro. I carabinieri hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Perugia, su richiesta della direzione distrettuale antimafia, nei confronti di 16 indagati accusati, a vario titolo di truffa aggravata, riciclaggio, bancarotta fraudolenta, emissione di utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, con l'aggravante del metodo mafioso. Oltre agli arresti, anche il sequestro preventivo di beni mobili e immobili che ammontano a oltre 100 milioni di euro. Il sistema era più o meno simile a quello delle scatole cinesi: con i soldi del clan dei Casalesi si compravano aziende ridotte al lastrico (da crisi economica e/o sfortuna imprenditoriale), attraverso queste società si potevano acquistare attività commerciali, alberghi e appartamenti.
Circa 300 le case di proprietà dell'organizzazione formata da siciliani e campani, e  collegata alla camorra, nella frazione di Ponte SanGiovanni (PG).(...)

(da http://www.liberainformazione.org/news.php?newsid=15621 )

"Tra le ultime indagini c'è anche quella nata da un filone dell’inchiesta aperta sull’emergenza rifiuti in Campania, il 12 luglio del 2010 ha portato la procura di Santa Maria Capua Vetere e i Carabinieri del Noe di Roma ad arrestare 14 persone in 7 regioni,
compresa l’Umbria, per il reato di traffico illegale di rifiuti speciali e tossici. Un’impresa di Gricignano (Ce), che aveva l’incarico di ritirare i liquami presso le abitazioni prive di collegamenti alle fogne, anziché trattare i fanghi li smaltiva direttamente nelle campagne del casertano. Sono finiti sotto sequestro impianti a Gricignano, nel Frosinate e a Pistoia, oltre a numerosi automezzi utilizzati per il
trasporto.

“Non solo rifiuti – dichiara Alessandra Piciotto, presidente di Legambiente Umbria - ma anche mumerose infrazioni anche nel settore edile con 170 infrazioni accertate, 225 persone denunciate e 11 sequestri. La cementificazione progressiva dell’Umbria è ormai un dato di fatto. Trasformazioni del territorio con nuove urbanizzazioni e modifiche ai piani regolatori sono sotto gli occhi dei cittadini umbri.
Si risponde con il cemento ad una domanda che non sembra esserci."

(Da Ecomafia 2011 il dossier di Legambiente, le storie e i numeri dell'illegalità in Umbria. Rifiuti e cemento i settori più interessati all'illegalità
link:
http://umbria.legambiente.it/contenuti/comunicati/da-ecomafia-2011-il-dossier-di-legambiente-le-storie-e-i-numeri-dellillegalit%C3%A0- )