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Dalla val Susa a Perugia la democrazia è solo un ricordo!

Organizzazione/gruppo: 
Cultura e Conflitto

Perugia, martedì 20 Settembre 2011.

Come previsto nel programma della festa "effervescenza democratica" del PD, avrebbe dovuto svolgersi l'incontro pubblico riguardante politica dei trasporti ed infrastrutture, con la partecipazione di Claudio Lubatti  (Assessore Comune Torino) e Matteo Mauri (Responsabile Nazionale Dipartimento Infrastrutture e Trasporti PD). Con l'intenzione di partecipare in modo attivo e democratico, portando la nostra opinione radicalmente contraria sul progetto dell'alta velocità e sulle modalità antidemocratiche con le quali le varie forze di governo e opposizione si avvicendano per la conclusione repentina dei lavori, abbiamo cercato di prendere parte al dibattito.

Vano è stato il tentativo, poichè gli organizzatori pochi minuti prima dell'inizio dell'assemblea hanno deciso in modo alquanto sospetto di spostare l'iniziativa alla sala del consiglio provinciale, utilizzando la scusa del maltempo. Arrivati alla provincia, dopo essere stati bloccati nella portineria da alcuni funzionari del partito "democratico" coadiuvati nello sforzo da vari esponenti delle forze dell'ordine, abbiamo constatato l'impossibilità di partecipare all'incontro senza previa presentazione di documenti identificativi. Dopo un acceso diverbio, ritenendo scandalosa la negazione al diritto di partecipazione e di espressione nel contesto di un'assemblea pubblica, ci siamo diretti verso il palco lasciato inutilizzato a Piazza della Repubblica, lasciando soli e innoqui i pochi partecipanti all'incontro.

Dal palco abbiamo semplicemente esposto al pubblico di Corso Vannucci (lasciato libero di non essere identificato solo perchè interessato ad ascoltare) quali erano le nostre opinioni in merito alle famigerate politiche dei trasporti condivise dal partito democratico e soprattutto ribadendo la nostra assoluta contrarietà al progetto della Tav contestandone (dati alla mano) la totale inopportunità sul piano economico e ambientale, concentrandoci sul fatto più importante, ovvero che tutto ciò sta accadendo a discapito di una popolazione, quella valsusina e non solo, che rifiuta il progetto ritenendolo inutile e dannoso e che giornalmente è soggetta ad una repressione militare degna di una vera e propria dittatura.

Con ciò riteniamo di aver dimostrato, o meglio abbiam lasciato che il Pd (e con lui le istituzioni perugine) dimostrasse la sua totale mancanza di democraticità nei confronti di chi di fronte a determinate scelte politiche si permette di avanzare critiche radicali e alternative. 

Alla luce dei fatti, ribadiamo con forza il nostro dissenso nei confronti di questo sistema politico tendente ad un bipolarismo così forzato che sempre più annulla le divergenze tra i due poli, notando che la Val Susa è solo uno dei tantissimi temi dove ormai PD e PDL, sotto l'unica bandiera del neoliberismo reazionario, vanno tranquillamente a braccetto.

Credendo che l'alternativa a questo sistema non può limitarsi all'anti berlusconismo, ma va costruita dal basso fondandosi su basi importanti e comuni che mirino innanzitutto all'annullamento delle gerarchie ed alla autodeterminazione popolare. La loro democrazia è quella che anche oggi ci hanno dimostrato, la nostra è quella che urla DIRITTI PER TUTTE E TUTTI E POTERE AL POPOLO!

Ribadiamo infine il nostro appoggio totale alla resistenza popolare in val susa...sostenendo che SIAMO TUTTI/E VALSUSIN/E!!

 

I compagni e le compagne di CULTURA E CONFLITTO.