Share |

Zia Agonia risponde ai lettori

Cara Zia Agonia, ormai solo tu mi puoi salvare. Sono un precario a tempo indeterminato che ha la sfortuna di essere pure comunista.
Gia così starai pensando "altro che io a questo solo un miracolo può salvarlo", ti stoppo subito sono pure ateo......
Mi ritrovo la sera a ripensare quasi con affetto al tempo dei bunga bunga, dei telecomizi dove il discorso era incentrato su quanto i comunisti erano pericolosi per il paese. Esistevamo, eravamo una potenza mediatica, lo spauracchio di mezza italia.
Arriva Monti e la sua squadra di banchieri e di colpo spariamo, non siamo piu niente.
Torniamo ad essere quelli del 3%, con 16 partiti diversi, evviva le diversità e ci è venuto a mancare lo sponsor principale, colui che ci dava un motivo per andare avanti!!!!
Per questi motivi cara Zia Agonia non ci resti che te come ultima spiaggia, aiutaci.
Falce e mirtillo70

 
 
Car* Falce e Mirtillo, afferro la tua tragedia politico-esistenziale. Se Pasolini periodizzo, con tono poetico, un pezzo della storia di questo paese tra "un prima e un dopo la scomparsa delle lucciole" a noi tocchera modulare, piu' banalmente in prosa, il corso degli eventi tra "un prima e un dopo la scomparsa del bunga-bunga". Purtroppo i bei tempi dell'anticomunismo multimediale che nei vortici dell'isteria collettiva evocava lo spettro del comunismo per cementare la comunita' del denaro sono, almeno apparentemente, tramontati. Quella sana psicosi da caccia alle streghe che conferiva identita' e peso mediatico ai comunisti sembra ormai un lontano ricordo, sbiadito, addirittura liquefatto. Lo spettro del comunismo non sta' tanto bene. L'economia non va' e la crisi suona alle porte degli italiani. Tuttavia se i comunisti hanno nostalgia dell'anticomunismo, consolati perche' gli anticomunisti hanno nostalgia del comunismo. Persino l'attuale capo della polizia, Antonio Manganelli, sospirando ha espresso il suo sentito e sincero rimpianto per il PCI e i suoi omoni del servizio d'ordine che "tenevano la piazza" e che nei fine settimana organizzavano la caccia all'autonomo. Se tu ti senti scoraggiato, rincuorati pensando agli incomodi che tormentano questo signore che governa la polizia del paese e che adesso senza "comunismo reale" e' costretto ad occuparsi di tutto, persino dell'ordine pubblico durante le manifestazioni. Nei drammatici scenari di crisi sociale che si profilano all'orizzonte anche l'odierna compagine di governo con l'inabissarsi del fantasma del comunismo ha i suoi grattacapi. Ti sembra un compito agevole ricostruire da zero un nuovo nemico immaginario? Non sei l'unico che soffre per la morte dello spettro mediatico del comunismo. A quel poveraccio di Monti, e a tutti quelli che amministrano la paura per il controllo (da Caselli a San De Gennaro), tocca inventarsi di sana pianta (o quasi) dei nuovi nemici anzi "il nuovo nemico interno". E' un lavoraccio di fantasia stremante. Un giorno confezioni gli anarco-insurrezionalisti, un altro devi impacchettare gli autonomi, quello successivo devi mettere sul piatto i NO TAV e la settimana dopo magari resuscitare gli anni di piombo. Tutta questa fluidita' del nemico immaginario non giova alla stabilita' del governo del paese. E lo spread ne risente. Senza una salda normalizzazione del "nemico immaginario" che infiltri in modo sicuro e durevole la paura nelle coscienze individuali, non e' facile amministrare la miseria e la disuguaglianza o semplicemente controllare tre milioni di esseri umani disoccupati per non dire di quelli messi in cassaintegrazione. Il governo dei tecnici e' fortemente impegnato, tra un fitto lancio di lacrimogeni e l'altro, a risolvere questo problema. Come fare a creare un nuovo nemico interno duraturo e permanente? Il presidente del consiglio in perfetto stile situazionista ha gia indicato la strada: se la noia e' controrivoluzionaria la precarieta' e' rivoluzionaria... Piu' si allarga l'area della precarieta' e piu' si estende la possibilita' di una minaccia di sedizione&sovversione permanente dell'ordine costituito. Lo Stato Multimediale Totalitario allora potra' finalmente dispiegare la sua macchina da guerra, in tutta la sua lucente e terrificante potenza potra' sguinzagliare il suo esercito di psicopoliziotti. Car* Falce e Mirtillo i precari, anche se atei (ma D.I.O, il dispositivo informatico onnisciente esiste), non si annoiano mai. Chi non si annoia e' rivoluzionario per definizione. Per il resto lascia che i morti seppelliscano i morti e che i media non tengano piu' in uno stato di semivita quella cosa chiamata "sinistra". La sinistra senza "il presidente eterno" e' destinata alla deflagrazione fino allo smembramento molecolare. La schizoanalisi al riguardo e' impotente, non offre adeguati strumenti di analisi e comprensione. La guarigione anche quella quantica e' impossibile. L'unico consiglio che posso dare, per risollevare le percentuali,  lenire i multifrazionamenti di personalita' che si verificano quotidianamente nell'area comunista, e' questo: datevi all'organizzazione. Dopo la morte di Dio il mercato della religione e' stato liberalizzato. Chiunque abbia il giusto spirito imprenditoriale puo' realizzare la sua impresa religiosa di successo, costruire la sua fede, il suo brand divino e lanciarlo sul mercato dello spirito. Il comunismo come religione ha delle buone possibilita' di ritagliarsi la sua fetta di mercato. Guardati intorno. Non vedi quanta gente disorientata ha bisogno di una guida spirituale, di una fede?

Vostra affezionata Zia Agonia