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Diaz: la Cassazione, gli "animali nostri"... e l'informazione di regime.

Titoli a caratteri cubitali per la conferma, da parte della Cassazione, delle condanne, senza la concessione delle attenuanti, ai dirigenti delle forze dell'ordine coinvolti "nell'operazione-Diaz". Il rumore mediatico serve a nascondere o piuttosto a far digerire la vera notizia del giorno: il fatto che la Procura generale di Genova ha dichiarato "ammissibili" le istanze con le quali gli ex funzionari della polizia, condannati in via definitiva dalla Cassazione nel processo Diaz, hanno chiesto l’affidamento ai servizi sociali per scontare la pena fuori dal carcere...
( Non si tratta di rivendicare del giustizialismo forcaiolo, oggi tanto di moda, ma solo di segnalare, se ce ne fosse ancora bisogno, l'ipocrisia dello Stato, della giustizia italiana e il servilismo dei media che è senza limiti...)

I fantomatici "black block" di Genova 2001 invece... dalla Cassazione, il 13 luglio scorso, come riportavano, in nome del diritto di cronaca, i grandi quotidiani nazionali, si sono visti ridurre le pene:
10 manifestanti e 90 anni di galera per aver danneggiato cose e merci....
per "devastazione e saccheggio" (art. 419):
-Ines M.:sei anni e sei mesi
-Alberto F.: dieci anni
-Vincenzo V.:13 anni
-Marina C.:12 anni e tre mesi
-Francesco P.: 15 anni.
(Per gli ultimi tre lo sconto di pena compreso tra i nove viene coe i dodici mesi viene concesso per l'annullamento della condanna per detenzione di molotov).
Restano liberi-ostaggi in attesa del nuovo processo per la sola riconsiderazione delle attenuanti e con le condanne d'appello sulla testa:
-Carlo A.:otto anni
-Antonino V.:otto anni
-Luca F.: dieci anni e nove mesi
-Carlo C.:otto anni
-Dario U.: sette anni

Come si può ben comprendere, senza difficoltà, in Italia la giustizia non ha avuto la mano pesante solo con i 10 manifestanti "violenti" anti-G8 che nel 2001 "devastarono e saccheggiarono", da soli, l'intera città... Del resto in Italia non si fanno processi politici. Semplicemente, seviziare e brutalizzare delle persone, come alla Diaz o a Bolzaneto, in questo paese è meno grave che commettere "violenza" sulla proprietà privata e sulle merci.

L'ex-capo della polizia Gianni De Gennaro, attuale sottosegretario della Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega ai servizi, secondo la Cassazione "esortò ad eseguire gli arresti".
"L’esortazione rivolta dal capo della polizia (a seguito dei gravissimi episodi di devastazione e saccheggio cui la città di Genova era stata sottoposta) ad eseguire arresti, anche per riscattare l’immagine della polizia dalle accuse di inerzia, ha finito con l’avere il sopravvento rispetto alla verifica del buon esito della perquisizione stessa". I supremi giudici - verdetto scritto dai consiglieri Piero Savani e Stefano Palla - rilevano che dalla consulenza del Ris di Parma "nessuna situazione di pericolo si era presentata agli operatori di polizia" e non c’era stato alcun "fitto lancio di pietre ed altri oggetti contundenti».
La Cassazione rileva che dalla consulenza del Ris di Parma "nessuna situazione di pericolo si era presentata agli operatori di polizia» e non c’era stato alcun "fitto lancio di pietre ed altri oggetti contundenti". L’operazione alla scuola Diaz "si è caratterizzata per il sistematico ed ingiustificato uso della forza" da parte di tutti i poliziotti che hanno fatto irruzione. "La mancata indicazione, per via gerarchica, di ordine cui attenersi" si è tradotta "in una sorta di <<carta bianca>>, assicurata preventivamente e successivamente all’operazione". Tutti erano... liberi "di usare la forza <<ad libitum>>". L'operazione Diaz ebbe "un esito unilateralmente violento ed in un certo senso previsto - anche dal prefetto La Barbera, il quale aveva affermato di aver notato un certo nervosismo tra gli agenti e “subodorato che certamente le cose non sarebbero andate bene, perché ognuno conosce gli animali suoi”.

La Cassazione non concede le attenuanti ai dirigenti di polizia imputati (escluso uno) per il massacro della Diaz perchè colpevoli di "consapevole preordinazione di un falso quadro accusatorio ai danni degli arrestati, realizzato in un lungo arco di tempo intercorso tra la cessazione delle operazioni ed il deposito degli atti in Procura". La Cassazione conclude che "l’odiosità del comportamento" dei vertici di comando, "di chi, in posizione di comando a diversi livelli come i funzionari una volta preso atto che l’esito della perquisizione si era risolto nell’ingiustificabile massacro dei residenti nella scuola, invece di isolare ed emarginare i violenti denunciandoli, dissociandosi così da una condotta che aveva gettato discredito sulla Nazione agli occhi del mondo intero e di rimettere in libertà gli arrestati, avevano scelto di persistere negli arresti creando una serie di false circostanze". Furono creati verbali falsi "funzionali a sostenere così gravi accuse da giustificare un arresto di massa", in modo logico e coerente, tanto da indurre i pubblici ministeri a chiedere, e ottenere seppure in parte, la convalida degli arresti"

L’irruzione alla Diaz fu condotta con "caratteristiche denotanti un assetto militare". La "militarizzazione" dell’ operazione ha reso incongruente il rapporto tra le "modalità organizzative" e una perquisizione di pubblica sicurezza legittimata da ipotesi "confinate alla possibile presenza di qualche soggetto violento all’interno della scuola e, quindi, forse di qualche arma".
Tra poliziotti e carabinieri furono mobilitati circa 500 agenti ma alla Diaz non c'erano armi e non c'erano Black Bloc.
La Cassazione ha rilevato che l’ex capo dello Sco, Gilberto Caldarozzi, "era consapevole della falsità del rinvenimento delle molotov perché, per sua affermazione, era entrato nella scuola e si era quindi potuto rendere conto che nelle aree comuni non vi era nulla del genere". Caldarozzi arrivò alla Diaz con Francesco Gratteri "mentre le violenze erano ancora in atto".
Sia Gratteri che Caldarozzi videro il corpo "esanime in terra" del giornalista inglese Mark Covell. Caldarozzi ad un ufficiale dei carabinieri che glielo indicava disse di continuare a svolgere il suo lavoro...

Gratteri "ha dato impulso alla scellerata operazione mistificatoria" ed è stata "la figura apicale di riferimento per gli appartenenti alle squadre mobili" e ha svolto un "ruolo centrale in questa vicenda processuale".
A Gratteri, la Cassazione, oltre "la partecipazione diretta ed attiva per tutta la durata dell’operazione Diaz", contesta la richiesta fatta a Canterini "di redigere la relazione al questore" e la richiesta di certificati medici "attestanti le lesioni subite dagli agenti, per suffragare il giudizio contenuto nella comunicazione della notizia di reato (la cui falsità è accertata) sulla proporzione tra forza usata e violenza e resistenza incontrata".

L’unico dirigente della polizia al quale sono state concesse le attenuanti è il comandante Michelangelo Fournier che, dopo il pestaggio, aveva espresso a Canterini "la volontà di non lavorare più <<con questi macellai qui>> dopo che l’entità delle violenze gli era risultata, alla fine, ripugnante".

Ps.
la giustizia è uguale per tutti
ieri Norimberga

Alfred Felix (Essen 1907 - ivi 1967)
dal 1943 direttore delle officine
Krupp:nel 1948 al processo di Norimberga
fu condannato a dodici anni di reclusione
per uso e abuso del lavoro forzato,
segnato da una brutalità che i giudici
trovarono eccezionali anche per gli
standard del nazismo. Fu amnistiato
nel 1951 e nel 1953 gli fu restituita
la gestione degli stabilimenti...
Herr Alfried Felix Krupp affittava
direttamente dalle SS prigionieri
politici al prezzo di 4 marchi al
giorno. La condanna a 12 anni di
carcere e alla cessione del 75% degli
averi di famiglia non fu mai
realmente resa esecutiva...

oggi Roma

Cassazione : violenza su cose e merci:
"devastazione e saccheggio" art. 419
del codice penale fascista.
Pene tra i 7 e i 15 anni di carcere