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A quando l’abolizione della “Pena di Morte Viva” ?

Salvatore Ricciardi legge un intervento di Carmelo Musumeci

 

A quando l’abolizione della “Pena di Morte Viva”?

 

Quando sogni da solo è solo un sogno. Quando sogniamo insieme è l’inizio della realtà (canto brasiliano)

 

Gli uomini ombra, come si chiamano gli ergastolani ostativi a qualsiasi beneficio se non mettono in cella un altro al posto loro, si domandano spesso com’è possibile che una pena che non finisce mai sia ritenuta giusta dalle persone perbene.

Forse per questo alcuni di noi si sentono meno criminali dei politici che hanno fatto questa legge, meno fuorilegge dei giudici che la applicano e meno farabutti delle persone che con la scusa di avere giustizia ci murano vivi per tutta la vita.

Gli ergastolani ostativi ricordano ai politici, ai mass media e alla società cosiddetta civile che la pena dell’ergastolo è priva, fra le altre molte cose, di buon senso perché non si può tenere in vita un uomo morto senza la compassione prima di ucciderlo.

E ricordano anche che l’ergastolo ostativo è una mostruosa ingiustizia alla ragione, al diritto e alla giustizia, perché con questa pena sei giustiziato tutti i giorni e tutte le notti.

Per questo molti di noi pensano che la morte sociale sia molto più crudele di quella fisica, perché qualsiasi pena non dovrebbe essere per sempre, salvo che la pena non sia quella di “occhio per occhio dente per dente”.

Molti uomini ombra si domandano che senso abbia una vita e una pena senza speranza e senza fine.

L’ergastolo, in particolar modo quello ostativo a qualsiasi beneficio, è una pena disumana e incivile, per questo sogniamo l’abolizione dell’ergastolo in Italia e in tutti i paesi europei in cui esiste ancora.

Compagni e compagne, molti ergastolani ostativi sognano un fine pena, aiutaci a realizzarlo e sognate insieme con noi.

 

Carmelo Musumeci

Carcere Spoleto dicembre 2011

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