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In questi giorni è in atto una lotta di resistenza delle lavoratrici degli asili nido di Perugia e partecipa anche una parte dei genitori utenti.

Qualche info per chi non conosce la vicenda:

L'amministrazione comunale ha da tempo messo in atto studi e pratiche atti a ridurre il numero delle educatrici che lavorano negli asili nido del comune.

Ha chiamato la cosa in vari modi, ha cercato di farla passare come un aumento dei posti disponibili (PERALTRO VERO), ed alla fine, nonostante la posizione contraria delle RSU, ha varato questa "riforma": aumento di 83 posti negli asili e contestuale riduzione di 45 posti di lavoro!!!!

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Dal carcere di Spoleto "l'uomo ombra", Carmelo Musumeci, ci spiega perche ha aderito all'appello della campagna, per il processo ai manifestanti per i fatti di Genova2001, "10x100"

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Manifestazione ''Scomodiamo la città'' a Perugia il 23 giugno 2012

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Riflessioni sull'iniziativa di presentazione del libro "La collera della Casbah. Voci di rivoluzione a Tunisi" di Fulvio Massarelli che si è svolta a Perugia il 29 giugno 2012,

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Di seguito la registrazione della lezione del Prof. Miguel Mellino studioso di studi postcoloniale, dell'Università Orientale di Napoli che ha realizzato all'interno di una iniziativa della scuola di dottorato Cultura e Linguaggi del Dipartimento Uomo e territorio della sezione antropologica, dell'Università degli Studi di Perugia.
La lezione è intitolata “La razza e i suoi spettri. Una lettura postcoloniale del razzismo in Italia e in Europa”. La voce che la introduce è della dottoressa Roberta Pompili.
La registrazione è quasi integrale, e dopo la lezione segue una piccola parte del dibattito che c'è stato in sala.
L’iniziativa realizzata il 19 giugno, ha visto una presenza numerosa di studenti, studiosi, ma anche attivisti che si occupano dei temi del razzismo e delle migrazioni. Ripensare la questione della razza e del razzismo, come costrutto sociale che produce effetti materiali sulla società è centrale per comprendere la composizione di classe oggi. Mellino sarà presente in questi giorni a Napoli in convegno di Uninomade dove si discuterà proprio di come le differenze di razza e di genere vengano messe al lavoro dal capitale per produrre valore; come le differenze vengano trasformate  in dispositivi generatrici di gerarchia e di subalternità. Senza dimenticare che ovunque e sempre le singolarità/differenze producono resistenze e sottrazione. Buon ascolto a tutti e a tutte.

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Come nella trama di un vecchio b-movie anni 80, il capoluogo umbro si trasforma in poche mosse. Da città sotto accusa, considerata dai piu titolati media nazionali "la Scampia del centro Italia", passa rapidamente a città simbolo della sicurezza nazionale. Anche se con affanno, i "buoni" alla fine trionfano.

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Nel luglio del 2001 ci recammo a Genova in 300 mila per gridare ai potenti del G8 “un altro mondo è possibile”.
Un mondo dove le scelte politiche non fossero dettate dalle banche e dagli speculatori e dove la voce dei molti non fosse azzittita dall’arroganza dei pochi. Arrivammo in una Genova blindata, sbarrata dalle inferriate, dove neppure gli abitanti potevano circolare senza permesso.

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Preludio
"Non è la tua mano che deve temere il legno ma il legno che deve temere la tua mano, altrimenti è come se ti arrendessi ancor prima di cominciare".
(Kill Bill 2)

Nella notte tra l’8 e il 9 maggio una rissa tra spacciatori albanesi e tunisini termina con un tunisino ferito gravemente: i suoi compagni affrontano la polizia, si radunano a gruppi nel centro storico, spaccano qualche vetrina di bar e minacciano vendette nei confronti del gruppo rivale.

Il giorno dopo riparte la retorica securitaria e razzista, la guerra di politici e mass media alla città. E’ deciso il centro sarà presidiato da forze di Polizia. Ci saranno rimpatri forzati dall’Areoporto di Sant‘Egidio, qualcuno rincara chiedendo la presenza di un CIE a Perugia.

La sicurezza, pratiche e retoriche securitarie sono una delle modalità della produzione di corpi e di spazi nella città, una delle forme della governamentalità del nostro tempo.

Mentre ci interroghiamo sulla profonda crisi sistemica del capitale, mentre le nostre vite sono continuamente messe nella più completa precarietà ed insicurezza (di reddito, diritti, salute) ad opera di politici e poteri forti (finanza in primis), un episodio di “violenza urbana” come lo definirebbe una certa sociologia, rimbalza al centro dell’attenzione cittadina, riempie le nostre giornate, i tabloid locali, le parole infuocate di avventori da bar e politici da poltrona. Certo la morte suicida di poco tempo prima di una ex commerciante, distrutta da mutui e banche, che si era data la morte in centro storico, lanciandosi dalla terrazza del Mercato Coperto, aveva occupato ben poco posto nella sensibilità della cronaca e della politica locale.

Nella produzione di un ordine del discorso dominante, le notizie vengono selezionate, accorpate, differenziate: alcune violenze vengono risaltate, altre taciute o rimosse. Tutto è parte integrante del gioco: sta a noi decostruire, districare i fili, per non farci travolgere da questa criminale beffa.

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Attraverso celebrazioni sporche di sangue e disperazione, il potere ricerca il consenso, spinge a stringersi, come bravi fratelli, attorno al tricolore

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Perugia, centro storico, 8 maggio 2012, notte: scontri tra bande di spacciatori, accoltellamenti, colpi di arma da fuoco, vetrine rotte e arredo urbano rovesciato.
Perugia 9 maggio comincia, dopo la violenza di strada della notte precedente, la violenza dell'ovvio, dell'ipocrisia, dell'ignoranza dei media locali, dei rappresentanti delle istituzioni, degli "operosi cittadini perbene" e dei "sinceri democratici di sinistra e di destra". Il sindaco Boccali non sa fare di meglio che parlare di "dichiarazione di guerra alla città", della necessità di difendere la città con ogni mezzo e infine pensando alla candidatura di Perugia e Assisi a Capitale Europea della Cultura e insieme alla sua rielezione, rimuovendo ogni censura da finto progressista di sinistra, ha citato Sarkozy quando dichiarava guerra alla feccia delle banlieue: " è ora che Perugia sia bonificata con una azione decisiva che spazzi via questa feccia".

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IIl 23 Maggio, alle ore 15.00 in Piazza
Italia, nella Sala del Consiglio Provinciale di Perugia  Ci sarà un incontro sul Gasdotto Brindisi-Minerbio.
L'incontro è stato aperto a tutti i cittadini
Sono stati invitati  i Sindaci dei comuni interessati al tracciato e tutti quelli della Provincia di Perugia, i Deputati e Senatori eletti in Umbria, gli Assessori all'Ambiente della Regione Umbria e Abruzzo, la Giunta ed il Consiglio Regionale e quello Provinciale .

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A chi chiede come mai non hanno reagito al film Diaz, i vertici della polizia potrebbero rispondere che hanno già detto tutto. Ricordate il dott. Roberto Sgalla proprio quando il blitz era appena cominciato? E tutto quello che fu raccontato alla Commissione di indagine? E le interviste e deposizioni del Prefetto De Gennaro e degli altri? E perché mai l'attuale ministra e il capo - che è arrivato a tale posto dorato grazie al suo predecessore - dovrebbero parlare ancora di questa vecchia storia

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"Ormai lo sanno tutti cos'e' successo a Genova tra il 19 e il 21 luglio duemilauno. Anche se abituarsi e' impossibile, a qualcuno sembra di rivedere un film gia' visto. Un film. Sempre con lo stesso finale. Ma non ci si puo' alzare e uscire dal cinema. Perche' Genova. Non e' finita." (ZeroCalcare)

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Il progetto Info404 ha compiuto più di un anno.
Oltre alle pubblicazioni sul sito internet diverse sono state le iniziative, le presentazioni di libri, i benefit che abbiamo organizzato, nell'ottica di costruire una rete di relazioni fuori dalla Rete.

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E' chiaro che la nomina della folignate Lorenzetti ( pupilla di D'Alema) alla presidenza della ItalFerr , la società che sta realizzando la linea ferroviaria ad alta velocità in Val di Susa e' il risultato di quell'esperimento politico che da anni i miglioristi filo craxiani dell'ex PCI (attualmente PD ) hanno impiantato in Umbria.

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Sul nuovo numero di Terra, in edicola da venerdì, un'inchiesta del mensile racconta di nuovi particolari emersi nella vicenda di Aldo Bianzino, il falegname di Pietralunga che per la procura di Perugia, che archiviò l'ipotesi di omicidio, morì per cause naturali nella prigione di Capanne nel 2007. Il giornale rivela che nelle udienze tenutesi per giudicare la guardia carceraria Gianluca Cantoro, ritenuto responsabile di omissione di soccorso, falso e omissione di atti d’ufficio e condannato a marzo a un anno e mezzo con pena sospesa, sono emerse almeno tre rilevanti evidenze che sostengono la tesi dei famigliari, secondo cui, come hanno detto al giornale, il caso andrebbe riaperto.

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Un successo oltre ogni aspettative!
Un grande regalo per la giornata mondiale dell'acqua del 22 marzo 2012

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Nella tarda mattinata di giovedi 15 marzo alcune testate online locali -una tra le prime è umbria24,  poi citata da altre- pubblicano la notizia della denuncia di 25 attivisti no tav perugini per l'occupazione dei binari della stazione del 3 marzo, iniziativa da inquadrare nel contesto delle ampie mobilitazioni no tav, che hanno interessato tutta europa.

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Sarko dégage!

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Un costo, per la sola Italia, pari a quello di tre ponti sullo Stretto di Messina, per far guadagnare un’ora a pochi passeggeri, e senza alcuna utilità per trasporto merci e per il trasferimento modale.

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«Rispettiamo la sentenza ma mastichiamo amaro. Non volevamo contentini: sappiamo che nostro padre poteva essere salvato. Sappiamo anche che i consulenti del Pm si sono brutalmente smentiti sulle cause di morte di nostro padre. Il tribunale non ha potuto disporre la perizia perché il pm ha ostinatamente negato la modifica del capo di imputazione. Ha vinto lui, ma secondo noi non dovrebbe esserne fiero. Ci dispiace per nostro papà».

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Sentenza processo Bianzino: guardia condannata omissione soccorso Il processo per la morte di Aldo Bianzino nel carcere di Capanne nel 2007 si conclude con la condanna della guardia carceraria per omissione di soccorso.

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Rinaldini parla di Marchionne e Chrystler

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Patrizia Moretti ci parla del processo che sta per iniziare contro la sua persona. L'accusa? diffamazione.