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Sul Gasdotto Brindisi Minerbio

Il 23 Maggio, alle ore 15.00 in Piazza Italia, nella Sala del Consiglio Provinciale di Perugia ci sarà un incontro sul Gasdotto Brindisi Minerbio.

Forse la i politici dell'Umbria esprimeranno una opinione chiara, dopo mesi di dichiarazioni girovaghe riguardo la questione del Metanodotto Brindisi-Minerbio  ( passante per Sulmona , l'Aquila Norcia, Visso, Colfiorito, Città di Castello)= E’ una linea lunga 687 km, una
linea che taglia diritto, ignorando l’orografia. la SNAM rete gas (ENI) la vuole realizzare sul crinale dell’Appennino sbancando, perforando, sventrando foreste, corsi d’acqua e cime rocciose per centinaia di chilometri.
 E’ un impianto industriale gigantesco, che si vuol disporre nell’area più incontaminata del paese, per motivi che riguardano solo chi lo propone.
 Il fantomatico ”interesse nazionale” che il ministero ha con tanta solerzia concesso all’opera al fine di velocizzare l’iter è infatti a dir poco discutibile: da un lato non esiste un piano energetico nazionale e quindi in assenza di punti di riferimento ogni azione diviene arbitraria e probabilmente approssimativa, dall’altro l’Italia di gas ne ha perfino in eccesso, da vendere. E infatti lo vende, essendone il maggiore esportatore europeo.
Il prezzo da pagare per questo super mostro lo sosterrebbe il paese: una devastazione senza pari sull’Appennino, superiore a qualsiasi immaginazione. Oltre all’impatto del tracciato in sé, le piste di servizio per portare i giganteschi macchinari sul posto devasterebbero irrimediabilmente interi versanti. I corsi d’acqua attraversati verrebbero sconvolti, con l’estinzione locale di alcune specie come la lontra.
 I servizi tecnici della Regione Umbria hanno messo nero su bianco una valutazione impietosa, dove si parla di “danni estesi, recuperabili solo in secoli”, e ancora di “danni irreversibili al territorio e agli ecosistemi” e anche di danni tali da risultare “pregiudizievoli dell’immagine stessa della Regione”.
 Ma non basta: il tracciato proposto inanella con precisione, uno ad uno, tutti gli epicentri dei terremoti più devastanti degli ultimi venticinque anni: a partire dall’Aquila, passando per Norcia, Visso, Colfiorito.
 Si tratta di zone dove esistono faglie attive, in grado di produrre il dislocamento del piano di campagna (la terra che si spacca e si sposta), come è accaduto nel terremoto dell’Aquila. Non esistono al mondo manufatti che possano resistere ad un simile trattamento: persino le montagne si spaccano. Ma la SNAM afferma ed insiste che i
suoi gasdotti sono sperimentati, testati per resistere a tutto. Quindi noi dovremmo essere le loro cavie, nella speranza che certe cose siano effettivamente “statisticamente improbabili”. Invece, da quello che succede, nel mondo e in Italia, si nota che basta un piccolo
smottamento a far esplodere un gasdotto (Tarsia 2010, ad esempio).
Posto che serva alla nazione (e va dimostrato), una simile opera va fatta semmai dove non vi è rischio sismico, non vi è rischio idrogeologico, non vi sono Parchi Nazionali, Riserve Naturali, Siti di Interesse Comunitario, Zone di Protezione Speciale, Parchi e Riserve
Regionali. Insomma, le montagne dell’Appennino sono il posto meno adatto.
 
Ripetiamo che tutto questo avverrà in uno dei luoghi più belli dell'Appennino Umbro-Marchigiano, minacciato però da 2  progetti=quello in via di avanzata Realizzazione del "Quadrilatero" e quello del mega gasdotto Brindisi Minerbio.
Quest'Ultimo, se realizzato, incrocerà la variante della S.S.77 val di Chienti a Colfiorito. Riguardo al "Quadrilatero " ( Super Strada Perugia /Ancona,più la variante a 4 corsie della S.S 77 Val di Chienti Foligno Civitanova Marche, ) dato l'avanzato stato dei lavori non possiamo fare nulla, se non sperare che almeno si sbrighino a terminarli se non altro a Colfiorito, visto che l'altro ramo del "Quadrilatero" ( Perugia -Ancona distante appena 35 km) ha compiuto 50 anni da quando furono iniziati i lavori e non e' ancora finito... .Del Mega tubo Brindisi Minerbio possiamo aggiungere che  percorrerà La linea di Cresta Appenninica da Sulmona arrivando da Brindisi, all'Appennino Tosco Romagnolo  e che sarà realizzato posizionando tubi di metri 1,20 di diametro ( non calcolando lo spessore delle pareti) a ben metri 5 di profondità, e con un'area di rispetto di 20 metri ad ognuno dei 2 lati,dunque sbancando la struttura rocciosa della linea di cresta appenninica  con una trincea profondissima che poi sarà riempita di materiale di riporto e dunque drenante...proprio lungo lo spartiacque Tirreno/Adriatico... .
Non si capisce perché il mega gasdotto, una volta arrivato a Brindisi dai Balcani passando attraverso il mare Adriatico, non debba seguire la linea di costa dove può contare su strutture logistiche già esistenti( una autostrada, un Strada Statale e una linea ferroviaria) che seguono anche loro la linea di costa, ma debba penetrare all'interno della penisola sino   a Sulmona, dove il gas sarà compresso a ben 75 bar e spinto sino a Minerbio ( Emilia) attraverso  l'Appennino.
Perché questo tipo di opere vengono sempre fatte nella variante  più complessa invece di quella più semplice?

Ma forse c'entra qualcosa il fatto che la cooperativa muratori e cementieri, -CMC-feudo/lobby del D'Alemiano Bersani e' impegnata oltre alla realizzazione della TAV in Val DI Susa per conto della ItalFerr, presieduta da Maria Rita Lorenzetti anche lei D'alemiana di ferro ed ex presidente della giunta regionale dell'Umbria, la quale ha dato in appalto la realizzazione del Quadrilatero alla solita CMC?
 
Saperlo...saperlo...
Circolo anarchico umbro Sana Utopia.