Share |

Lotte di resistenza negli asili comunali a Perugia

In questi giorni è in atto una lotta di resistenza delle lavoratrici degli asili nido di Perugia e partecipa anche una parte dei genitori utenti.

Qualche info per chi non conosce la vicenda:

L'amministrazione comunale ha da tempo messo in atto studi e pratiche atti a ridurre il numero delle educatrici che lavorano negli asili nido del comune.

Ha chiamato la cosa in vari modi, ha cercato di farla passare come un aumento dei posti disponibili (PERALTRO VERO), ed alla fine, nonostante la posizione contraria delle RSU, ha varato questa "riforma"  : aumento di 83 posti negli asili e contestuale riduzione di 45 posti di lavoro!!!! 

CHIARAMENTE TUTTE LE PRECARIE CHE IN QUESTI ANNI HANNO LAVORATO NEI SERVIZI INFANZIA...

In questi giorni sono previste iniziative per arginare la manovra.

C'è anche un gruppo su facebook: discussione sulla riorganizzazione servizi infanzia.

 

Il 9 luglio 2012 l'ennesima giornata di mobilitazione contro la riorganizzazione dei servizi all'infanzia del comune di PG.

 

Educatrici di ruolo, educatrici precarie e genitori hanno tenuto un presidio davanti palazzo Priori, salendo poi al consiglio comunale e consegnando un documento nel quale si espongono le motivazioni della nostra contrarietà alla riorganizzazione.

 

Come detto già in altre occasioni la riorganizzazione prevede il taglio di circa 50 posti di lavoro (si riduce la pianta organica da 186 a 135 unità, con il "licenziamento" di fatto di tutte le lavoratrici precarie), si aumenta il rapporto educatrice/bambin* che passa da 1/6 ad 1/8, e contemporaneamente, applicando un regolamento del 2010 che diminuisce per legge lo spazio che si assegna ad ogni bambin* ( da 9.5mq si passa ad 8.5mq) si aumenta la recettività di complessivi 83 posti, circa 6 per asilo.

 

Purtroppo negli articoli che appaiono sulla stampa locale spesso si parla poco del taglio dell'organico e dell'aumento del carico di lavoro, mentre si sottolinea sempre la necessità di aumentare i posti per i bambin* dentro i servizi.

 

Ci preme sottolineare che noi non siamo mai stat* contrari* a ciò, anzi è stata la prima cosa che abbiamo accettato, a patto che non venissero fatti tagli al personale.

 

Posizione poi peraltro modificata in assemblea generale, fino ad accettare che il rapporto educ/bambin* passasse da 1/6 ad 1/7,  e quindi anche la perdita di una parte dei posti di lavoro.

 

Ma all'A.C. non è bastato. Ha voluto il massimo: più bambini fino al massimo consentito per legge e meno personale.

 

Per ora abbiamo fatto tre manifestazioni/presidio sotto gli uffici del comune ed un presidio con volantinaggio al mercato.

Giovedi pom ci sarà un'assemblea generale delle lavoratrici per decidere come proseguire e come riprendere a settembre...

 

In allegato il documento consegnato ieri al consiglio comunale.

 

 

Per le educatrici il lotta del comune di PG

Fallavollita Vimille

 

 

Documento delle Educatrici sulla Rimodulazione dei Servizi Educativi per la prima infanzia comunali
 
Questo documento delle educatrici sulla “rimodulazione dei Servizi Educativi del Comune di Perugia”vuole esplicitare il proprio punto di vista, far chiarezza, dimostrare che non stiamo difendendo dei privilegi ma che difendiamo il nostro lavoro, e soprattutto, la qualità del Servizio Pubblico e del suo futuro. Prova ne è che ci siamo dimostrate, in questo momento di crisi e ristrettezze, subito aperte all’aumento del rapporto da 1/6 a !/7 con l’incremento, dove è possibile,della ricettività dei bambini nelle strutture.
Abbiamo accolto positivamente il progetto dell’amministrazione di aumentare i posti nido a disposizione dell’utenza; abbattere le liste di attesa e doveroso, ma salvaguardando i bambini e senza strumentalizzare gli esclusi.
 
-Siamo contrari all’1/8 proposto dall’A.C. perché questo rapporto, contestuale all’incremento del numero dei bambini (che l’A.C. vorrebbe applicare al massimo che la legge regionale le consente) va a determinare una diminuzione della qualità dei Servizi e un’insostenibile incremento del carico di lavoro del personale, senza contare che 37 precarie (da tanti anni lavoratrici del Comune di Perugia) rimarranno a casa.
Come si può continuare ad affermare sui giornali che si vogliono
mantenere gli stessi standard di qualità con 83 bambini in più e 40 maestre in meno .E quando si fa riferimento alle leggi regionali di Emilia e Toscana noi ci domandiamo “ma hanno mai visitato le Strutture di queste regioni?.Non si può prendere ad esempio solo una piccola parte ( quella che fa comodo) di queste leggi perché le nostre realtà son ben diverse....
E vogliamo ricordare che negli ultimi 10/15 anni ogni volta che si è proclamato un”aumento del Servizio” tutto questo è consistito solamente nell’immettere più bambini nelle strutture già esistenti che ora,per lo meno alcune, sono al massimo della loro capienza
 
-Noi Educatrici invece abbiamo proposto il rapporto 1/7 , con l’aumento. dove è possibile del numero dei bambini nelle strutture . (nonostante questo comunque implichi un’aumento del carico di lavoro del personale ormai vecchio ed una diminuzione del personale precario) si potrebbe così continuare a garantire, anche se con fatica, il rispetto dei diritti dei Bambini e dei loro bisogni:
.una buona accoglienza la mattina e la possibilità di socializzare in
un ambiente sereno
. essere seguito adeguatamente durante il pranzo e il cambio
.garantire una cura adeguata al riposo
.una buona educazione all’autonomia (cambio)
.avere la possibilità di fare esperienze educative e di non essere solo “custodito”.
Inoltre si potrebbe ancora garantire una decente qualità degli spazi
e la possibilità di realizzare progetti educativi.
 
-Per il personale Educativo invece rivendichiamo il rispetto delle tutele dei lavoratori (contratto nazionale- 104-prescrizioni-sostituzioni etc) e che venga riconosciuto questo lavoro come usurante e quindi, come da anni ormai chiediamo, la necessità di individuare un percorso di uscita anticipata dal Servizio onde evitare un aumento delle patologie fisiche( nessuno in Umbria
ha mai quantificato quanti KG al giorno una educatrice solleva) e psichiche …in particolare l’accumulo di stress che deriva da questo lavoro e che può compromettere l’equilibrio psicofisico delle educatrici e dei bambini….Non è un lavoro che si può fare fino a 67 anni.
 
-Vorremmo infine invitare per fine Settembre, dopo la conclusione degli inserimenti dei nuovi bambini, tutti i Consiglieri del Comune di Perugia a passare un solo giorno con noi per vedere e provare in prima persona che cosa significa vivere in un Asilo Nido ….
 
 
Le Educatrici convinte di aver tenuto un’atteggiamento di apertura e disponibilità verso le proposte che venivano avanzate... non intendono transigere (recedere) dalla difesa dei diritti dei bambini e delle educatrici pertanto se non si verrà ad un accordo intendono promuovere per l’inizio del nuovo anno scolastico nuove forme di lotta per far conoscere alla città le problematiche di quello che una volta era ritenuto il “Fiore all’occhiello “ dell’A.C..