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L'impero del sol cadente

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Uno schiaffo arrivato dritto dal cuore dell'oceano e il Giappone si ritrova immerso in un passato mai consegnato alla storia. Un carico di nocività e radiazioni contaminano acqua, aria e terra. Popolazioni costrette ad abbandonare i villaggi, spettri innocui immersi nel mare, pescatori ridotti alla rovina. Bruciano i noccioli e si alzano i livelli di radioattività, i pesci galleggiano inanimi, presagio di distruzione. Il mondo piange il Giappone, iniziative di solidarietà si moltiplicano, la comunità internazionale, qualunque significato si voglia attribuire a questo concetto, sembra funzionare come una macchina a cui viene fatto il pieno solo durante le emergenze. Vivere al riparo da catastrofi nucleari è un diritto, di ogni essere vivente, delle generazioni future della Terra intera. Questa semplice lezione sembra essere sfuggita ai tecnici e ai governanti giapponesi. Menzogne e cattiva amministrazione del programma nucleare sono la logica causa del tormento giapponese. Hiroshima e Nagasaki non hanno orientato le scelte verso il ripudio del nucleare. Per il popolo giapponese non è stato sufficiente esorcizzare le angosce atomiche disegnando scenari post-apocalittici, il fungo della morte è tornato più violento che mai, gettando semi radioattivi al vento, i cui frutti sfameranno le prossime generazioni.Il futuro del Giappone è irrimediabilmente legato al suo presente da una nube tossica. Un paese che vanta livelli di tecnologia inimmaginabili per molti stati, non riesce ad uscire dalla storia.

Il disastro che si sta abbattendo sul Giappone ha costretto l'opinione pubblica mondiale a riprendere la disamina sulla questione “nucleare”. In Italia sono tutti concordi nell'affermare che il tema andrebbe trattato da un punto di vista scientifico, libero da ideologie e retoriche. Come sempre accade nei momenti d'emergenza,l'incidente nucleare giapponese in Italia si è trasformato in materia elettorale. La classe dirigente non ha perso l'occasione di sfruttare l'emotività suscitata dalle immagini che provengono dal paese del sol levante per accumulare voti, creare consenso e ristrutturare la propria base elettorale. Allora si sprecano i proclami pro e contro il programma atomico italiano. C'è chi aspetta con intrepida ansia il risultato del referendum, altri invece dichiarano che la strada è segnata, quale che sia l'esito delle urne. Come se non bastasse è intervenuta la crisi libica a condizionare la discussione, l'Italia soddisfa il 25% del suo fabbisogno energetico dal gas e dal petrolio della Libia.. è ora? Ora che questa grossa fetta energetica è messa in discussione il nucleare sembra una scelta obbligata. Alcuni analisti sono concordi nell'affermare che attraverso accordi con la Russia si possa costruire un ponte sotterraneo che da Mosca, passando per Berlino conduca in Italia la linfa vitale. C'è poi chi sostiene che attraverso le energie rinnovabili si possa quanto meno ridurre la dipendenza energetica. Ed è questa la posizione che sembra riuscire a metter d'accordo i più. Cosa c'è di più auspicabile di una fonte di energia pulita, rinnovabile ed ecocompatibile?!.

L'idea stessa di eco-compatibilità è un eresia, come immaginare un sistema energetico “green” senza mettere in discussione la dinamica d'accumulazione capitalista? La logica che guida la società dei consumi è quella dello sviluppo illimitato, modello che esige, pretende e ottiene sempre maggiori quote energetiche. Siamo drogati di consumo; quanti di noi conoscono la provenienza del cibo con cui ci sfamiamo (o per meglio dire “ingrassiamo”)? Il sistema capitalistico ha inventato la pubblicità, il sistema di pagamento rateale, i saldi...

Oppio.

Possiamo consumare in ogni momento della giornata, la merce proviene da ogni angolo del pianeta. Internet ha permesso la rivoluzione dei consumi, ed è proprio il consumo, il consumismo il punto nevralgico del ragionamento. A cosa ci serve più energia? A produrre di più, la produzione cosi intesa non può che risolversi nell'apoteosi del consumismo.

Contrapporre al nucleare le cosi dette energie rinnovabili e come dare metadone ad un tossico dipendete. Riduce l'astinenza ma non combatte le cause che la generano.

Un sistema energetico così fondato è effimero. Per bloccare il degrado ambientale è necessario ripensare l'intero sistema economico, ridurre i consumi e liberarsi da convinzioni liberal democratiche. È necessario porre un limite allo sviluppo, la salvaguardia della Madre terra non può che passare attraverso la riduzione dei consumi, prima di tutto quello energetico.

Cosi sia...