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Lacrime e fiamme

Una Grecia allo stremo, scioperi e proteste si susseguono da giorni in opposizione ai piani di austerity
Yannis Behrakis/Reuters

E' sotto gli occhi di tutti, il bilancio delle politiche di austerità e tagli in Grecia, è disumano, oltre che essere inefficace e controproducente.

Nell'ultima trattativa per la concessione degli "aiuti" finanziari l'Unione Europea ha chiesto alla Grecia: un ulteriore taglio del 20% del salario minimo, la riduzione delle pensioni; decine di migliaia di licenziamenti, 15.000 dei quali nel settore pubblico; fusioni del fondi previdenziali per dare minor rendimento a pensioni ridotte ; privatizzazioni di 6 importanti partecipate per incassare 50 miliardi e distribuirli tra banche e "investitori" esteri; tagli alla spesa farmaceutica dall'1,9% al 1,5% del Pil.

Tutto questo per pagare quanto più possibile le banche occidentali creditrici.
 

 

Una Grecia allo stremo, scioperi e proteste si susseguono da giorni in opposizione ai piani di austerity. Una Grecia dove si diffonde sempre più il rifiuto di pagare il debito e si praticano da parte della popolazione forme di riappropriazione di quello che viene tolto dai tagli.

Atene brucia di rabbia, Atene urla e chiede l'inimmaginabile, Atene sogna un futuro migliore, dignitoso, libero. Le immagini di piazza Syntagma sono un pugnale conficcato nella mente dei benpensanti.

È una lama che taglia il sottile filo che lega la speranza di un futuro migliore alle politiche di austerity.

Fm Bce e Ue hanno posto condizioni così dure da indurre a pensare che l'intento della Troika fosse quello di stimolare un default controllato dello Stato greco.

La democrazia ateniese ha invece deciso di accettare il ricatto, un tempo avremmo detto lacrime e sangue per la Grecia.

Domenica sera Atene ha iniziato a immaginare qualcosa di completamente diverso. Lacrime e fiamme.