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La ricerca della verità è memoria

Perugia, 16 Gennaio 2012 - Un report dal processo "Bianzino"

Perugia, 16 Gennaio 2012, ore 9:00 Piazza Matteotti entrata del Tribunale. Aria gelida, sciarpe e cappelli per ripararsi dal gelo che penetra le ossa. Solito presidio organizzato dal Comitato Verità per Aldo in occasione dell'udienza del caso “Bianzino”.

Non c'è molta affluenza, l'orario e la giornata lavorativa non hanno permesso a molti di partecipare, ma i presenti non demordono, stendono uno striscione che recita: “Lo stato archivia, noi no”, riassumendo il pensiero collettivo. Il riferimento è al fascicolo d'inchiesta per omicidio colposo a carico di ignoti, archiviato nel dicembre 2009, lasciando aperta un unica strada giudiziaria,quella per omissione di soccorso e falsificazione di atti d'ufficio che vede coinvolta la guardia carceraria di turno la notte del 13 ottobre (data della morte di Aldo).
L'udienza del giorno prevede che a parlare siano i medici legali, consulenti del pubblico ministero, dott. Luca Lalli (medicina legale università studi di Perugia) e Anna Aprile (medicina legale Padova).
Testimonianza collegiale la loro, Aldo Bianzino è morto per un emorragia subaracnoidea, presumibilmente dovuta a un aneurisma. La lesione epatica provocata da “corrette manovre rianimatorie”. La dottoressa Aprile si dice serena nel giungere a una simile ricostruzione.
Restano dei dubbi .“In linea di massima”.
Come le ore trascorse dall'aneurisma alla morte.
Poi è la volta della difesa. L'avvocato Anselmo chiama a testimoniare un consulente di parte, professor Vittorio Fineschi, direttore del dipartimento di medicina legale dell'università di Foggia.
La ricostruzione parte dalle certezze. È stata rinvenuta un emorragia subaracnoidea e una lacerazione epatica. Se le basi del ragionamento sono identiche a quelle dei colleghi, le risposte del prof. Fineschi si spostano. Non c'è la certezza dell'aneurisma, visto che ancora oggi non è stato trovato.
Ammesso che sia stato un aneurisma, non è da escludere che sia di natura traumatica. Esistono traumi che pur non lasciando segni oggettivi, possono portare all'aneurisma, come l'ipotermia.
Il prof.re Fineschi introduce il concetto di probabilità, valuta le condizioni oggettive e argomenta con dati e statistiche.
Il resto è routine, i testi che seguono rispondono alle domande senza dare contributi notevoli al processo.
Perugia, ore 15e30, l'udienza è terminata. Dall'udienza odierna di fatto è emersa una contraddizione di cui difficilmente i giudici non possono tener conto.
L'appuntamento è il 23/01/2012 ore 11, giorno in cui verrà ascoltato l'imputato.
I tempi si stringono, la tensione aumenta. Un unica certezza, la ricerca della verità non si esaurisce nelle aule di un tribunale, la ricerca della verità è memoria, e la memoria è un ingranaggio collettivo.