Share |

La centrale di Biomasse a Sant'Egidio - Perugia

La green economy e il consumo del territorio
30 settembre 2012 - Manifestazione a Sant'Egidio - Perugia

Si è svolta domenica 30 settembre la manifestazione a Sant'Egidio contro il progetto di costruzione della centrale a biogas, su un territorio che coinvolge le frazioni di Sant'Egidio, Ripa, Lidarno e Civitella d'Arna. Uno dei motivi per cui il progetto ha ottenuto le autorizzazioni è che Sant'Egidio non è riconosciuto centro abitato, eppure a Sant'Egidio c'è una piazza, c'è un borgo, case distanti dall’impianto molto meno che i 200 metri previsti e ci sono gli abitanti che ieri tutti insieme sono scesi in piazza (oltre un migliaio) per dire decisamente NO a questo progetto.
La manifestazione si è conclusa in prossimità del cantiere situato su un terreno  di proprietà della signora Anna Chiacchierini, direttamente interessata al progetto visto che la nuova centrale brucerà i reflui dei suoi allevamenti e probabilmente quelli delle stalle vicine. Ma oltre ai reflui da allevamento la centrale brucerà sembra che siano previsti circa 200 ettari di terreno da destinare alla coltivazione di colza, mais o altri piante, probabilmente geneticamente modificate, per tenere attiva la centrale. Coltivazioni che comprometteranno  inevitabilmente l’assetto biodinamico di quelle colline. Senza dimenticare i danni alla salute provocati dal trattamento termico, è ormai appurato l’aumento del tasso dei tumori intorno alle centrali biogas, vedi la relazione dell’oncologo Giuseppe Serravezza sul Salento.
Ma il progetto di Sant’Egidio non è l’unico nel territorio regionale. Altre centrali sono previste su tutto il territorio della regione.  E’  questa la politica della green economy che questa regione vuole portare avanti contro la crisi, allevamenti intensivi, interi territori sacrificati in nome dello sviluppo. Ma quale sviluppo? Quanti posti di lavoro porteranno questi impianti? E quanto costeranno  in termini di salute e di devastazione territoriale questi progetti?
 Quello che è certo è che il settore rende grandi profitti: gli incentivi da energie rinnovabili (certificati verdi) e energia immessa in rete.
Profitti per i privati ma anche per chi amministra in regione visto che una delle società che si occuperà della vendita di energia elettrica da fonti tradizionali e rinnovabili è la SUN srl che ha come unico socio la figlia di Rometti e sede nella residenza dell’assessore regionale. Forse c’è un po’ di conflitto d’interessi con questa politica?
Il prossimo appuntamento per i Perugini sarà proprio in Consiglio Comunale che dovrà discutere la proposta di delibera popolare presentata da oltre 1000 cittadini per dire No ad ogni  trattamento termico dei rifiuti, biogas, inceneritori e tutte le altre forme del genere.
Saremo in tanti per dire no ai profitti di pochi, e Si al rispetto  dei territori e delle    generazioni future.
Guarda le foto