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Arresti NOTAV

La "crisi economica" è il riformismo del Capitale...

All'alba di giovedì 26 gennaio sono state eseguite 41 misure cautelari nei confronti di attivisti No Tav

- "Non è un'azione contro la Valle di Susa".

"Il terrorismo non ha niente a che vedere con i fatti pur gravi di cui ci stiamo occupando".

"E' stata un'operazione di cesello, soltanto tre persone, su quarantuno, di quelle interessate dall'indagine sono della Valsusa. Sarebbe fortemente sbagliato dire che questa è una operazione contro la mobilitazione in Valle di Susa. Non c'e niente contro la Val di Susa, contro la mobilitazione, contro il dissenso purche si mantenga nel perimetro del rispetto della legge"

"agli arrestati nell'ambito nel movimento No Tav sono contestati reati specifici che riguardano singole persone, individuate ad una ad una, in base a prove che noi riteniamo sicure, che il Gip a sua volta ha considerato tali, in ordine a comportamenti che concretano specifiche delazioni del codice penale, nessuna pesca nel mucchio".

"È un'operazione mirata in una materia incandescente. Abbiamo lavorato individuando esclusivamente coloro che sono raggiunti da prove sicure, per specifici reati, non per manifestazioni di dissenso. Chiunque sostenesse il contrario si metterebbe su una strada totalmente sganciata dalla verità". (procuratore capo della Repubblica a Torino, Gian Carlo Caselli)

- "L'unica cosa che abbiamo sempre messo in conto è andare in galera. Aspettavamo gli arresti da metà dicembre, ma hanno voluto farli adesso per dire che non si può protestare contro il governo Monti"“

"non si prendano provvedimenti contro chi spara i lacrimogeni ad altezza d'uomo e contro chi ha sprangato gente inerme".“ (Alberto Perino, movimento NO Tav)

- Gli attacchi alle forze dell'ordine, nel corso della resistenza No Tav a Chiomonte del 27 giugno e del 3 luglio, non sono stati "estemporanei", e "non sono stati frutto di improvvisazione". Pietre, punte ferrate, bulloni, oggetti contundenti vari, secchi di vernice, letame, petardi, bombe carta e paratie per ostacolare il lavoro delle forze dell'ordine" sono questi gli oggetti elencati da Caselli, in possesso di alcuni manifestanti, "che difficilmente fanno pensare ad atti frutto di improvvisazione".

- “Abbiamo il sospetto che il governo Monti stia lanciando un avviso al Paese dicendo: cari tassisti, cari camionisti, cari pescatori, cari italiani datevi una regolata, qui bisogna salvare prima il Paese, quindi andate a lavorare, lasciate da parte le proteste, se ci sono diritti da salvaguardare saranno i vostri legali a vostre spese a dirimerli. Ma nel frattempo - comunque - vi sbattiamo in galera”. (Claudio Giorno, movimento No Tav)

“Non abbiamo subito violenza fisiche, senza dubbio siamo però di fronte a una violenza psicologica molto forte, mirata".

“Sono stato svegliato alle 6.30 da una telefonata che mi avvertiva che stavano arrestando Fissore, un uomo che in tutte le occasioni di scontro ha svolto un ruolo da paciere”.

“Abbiamo così assistito all’arresto, allo svolgersi delle ultime fasi della perquisizione e al sequestro di alcuni oggetti ritenuti corpi di reato”. Nel paesino della Val di Susa è stato utilizzato "lo stesso rituale utilizzato da tutte le forze dell’ordine quando si eseguono blitz contro ‘ndrangheta, mafia o bande armate". Che cosa hanno sequestrato gli inquirenti? “Cose ridicole: gli abiti che Fissore indossava durante le manifestazioni, la stampella con cui il 27 di giugno dello scorso anno avrebbe ferito ben quattro agenti con un colpo solo”. (Claudio Giorno, movimento No Tav)

- "gli oppositori devono mettersi l'anima in pace, quest'opera si fara'. Il collegamento ad alta velocita' Torino-Lione e' troppo importante per il futuro del Piemonte e dell'Italia per essere messo da parte. Le violenze di una minoranza arrogante non possono far venire meno gli interessi di un intero Paese".

- "i benefici del progetto sono tali da non compensare neppure i costi d'esercizio". Realizzare la Tav costerà almeno 22 miliardi di euro, una cifra che farà aumentare il debito aggregato italo-francese di 16 miliardi e farà crescere il deficit dei due paesi per almeno altri 40 anni. Per quanto riguarda lo spostamento del trasporto delle merci dalla gomma ai binari, le proiezioni fornite dai pro-Tav sono tutte da dimostrare. La cosa che lascia perplessi però è un'altra: che bisogno c'è di creare una rete ex novo quando quella esistente è sottosfruttata e persino i tunnel del Monte Bianco e del Frejus sono utilizzati appena per il 35% della loro capacità massima? Tutto ciò significa che il traffico sulla linea Torino-Lione non è poi così alto come si potrebbe pensare. Inoltre, se per obbligare i tir a viaggiare su treno si vietasse il transito attraverso il frejus, che fine farebbe la concessionaria italiana del traforo? Il fallimento sarebbe praticamente automatico. Per tutte queste ragioni, ma anche per l'impatto ambientale dell'opera sulla Val di Susa, appare davvero inutile procedere alla realizzazione di un'opera che, tra l'altro, permetterebbe ai passeggeri di risparmiare appena un'ora nel viaggio da e per la Francia. Meglio, molto meglio, sarebbe investire i soldi della Tav nel potenziamento delle infrastrutture già esistenti, nel miglioramento delle strade e delle ferrovie non solo piemontesi, ma di tutta la penisola. Del resto l'Europa non ci obbliga a "fare" la Tav: a Bruxelles hanno interesse a che si velocizzi il trasporto delle merci e delle persone sul corridodio 5. Una cosa che si può fare anche senza la Tav". (Andrea Boitani professore di Economia politica alla Cattolica di Milano, Marco Ponti, Francesco Ramella da "Tav: le ragioni liberali del No"- 2007)

- "Il mondo colonizzato è un mondo scisso in due. Lo spartiacque, il confine è indicato dalle caserme di polizia. In colonia l'interlocutore valido e istituzionale del colonizzato, il portavoce del colono e del regime di oppressione, è il gendarme o il soldato. [...] Nei paesi capitalisti, tra lo sfruttato e il potere si frappone una caterva di professori di morale, di consiglieri, di "disorientatori". Nelle regioni coloniali, invece, il gendarme e il soldato, con la loro presenza immediata, i loro interventi diretti frequenti, mantengono il contatto col colonizzato e gli consigliano, a colpi di sfollagente e napalm, di non muoversi". (F. Fanon)

- prove generali di Stato di Polizia. La "crisi economica" e' il riformismo del Capitale.

- Azienda Italia. Patria&Impresa. Finanza&Profitto. Il governo Monti e' tecnico con i ricchi e politico con gli sfruttati.

- liberi tutt*