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Ad Exarchia puoi

Serie di considerazioni, per nulla esaustive e scientifiche, ma del tutto personale di due mesi (quasi esclusivamente) passati ad Exarchia, Atene.

Ad Exarchia puoi: camminare per lungo tempo e non trovare un muro senza graffiti.
Ad Exarchia puoi: camminare in ogni suo punto senza trovare una banca e/o una telecamera.
Ad Exarchia puoi: risolvere i tuoi problemi con l’assicurazione della macchina, basta parcheggiarla nel punto giusto e al momento giusto per vederla in fiamme.
Ad Exarchia puoi: dimenticarti di ordinanze democraticamnte proibitive, che limitano la voglia di socialità, e stare a chiacchierare e a bere vino fino alle 6 di mattina, insieme alla proprietaria della “Taberna”, strafelice di offrirti metà delle caraffe che bevi.
Ad Exarchia puoi: vedere sparire le differenze delle forzate distinzioni tra “attivisti” e non.
Ad Exarchia puoi: andare a fare spesa in una piazza che per anni era stata usata come parcheggio, e che la forza della cooperazione tra le singolarità, che vivono il e nel quartiere, ha trasformato in un parco, fatto di alberi, fiori, di inizative culturali e di socialità.
Ad Exarchia puoi: vedere la polizia arrivare solo quando è chiamata dalla guerrillia urbana. Il resto del tempo non si azzarda a supera i confini urbani che la dividono dal resto della città.
Ad Exarchia puoi: mettere il malox (anti CS) sul viso di una ragazzino di 12 anni, le cui uniche parole che consoce in inglese sono: FUCK POLICE
Ad Exarchia puoi: Vedere come l’ambiente urbano possa avere ben più utili funzioni che quella puramente estetica, ad esempio colmare la differenza di forze tra te e chi è armato dal sistema.
Ad Exarchia puoi: Vedere come la rabbia cancella la paura: ragazzi scagliarsi contro la polizia, visibilmente in difficoltà, urlando il nome di Alexis.
Ad Exarchia puoi: sentire che Alexis è vivo, non solo nella via a lui dedicata, ma in ogni incontro, scontro e azione politica.
Ad Exarchia puoi: vedere la stupidità prendere forma, quando gruppetti machi e squadristi, travestiti da compagn@, organizzano agguati vili….perchè Exarchia, non è certo il mondo del mulino bianco, ma uno specchio della realtà.
Ad Exarchia puoi: toccare con mano la convinzione che la città non sia tanto e solo un insieme di strade, edifici e infrastrutture, ma una dinamica vivente di pratiche, reti relazionali e istituzioni sociali. Lo spazio per eccellenza della vita in comune, della condivisone e dello scambio di idee, in cui si sperimentano e si producono nuove forme di linguaggi, di saperi e di affetti.
Ad Exarchia puoi: avere la sensazione (giusta o sbagliata che sia) che ogni incontro, ogni scambio, ogni forma di cooperazione produca nuovi corpi e nuove vite più felici.
Ad Exarchia puoi: vedere saltare le gerachie e le divisioni, vedere forme reali di riappropiazione e di insorgenza metropolitana e sapere che così, finalmente, sei tu che metti paura al (bio) potere!!
Ad Exarchia sai: che devi essere pronto a difenderla, tutti i giorni, con tutti i mezzi, da attacchi di spacciatori, polizia, fascisti e capitale (ammesso che sia possibile tracciare differenze tra questi soggetti).
Michela